Settimo giro da sette

Secondo le tradizioni e la cultura orientale pare che la vita funzioni a cicli di 7 anni, così come 7 sono i nostri fulcri energetici principali (chakra) corrispondenti ad altrettante fasi dell’esistenza.
In estrema sintesi  abbiamo dagli  0 ai 7 anni la presa di coscienza della propria vita: io esisto; dai 7 ai 14 emergono bisogni e aspirazioni: siamo nella fase dell’ io desidero, io voglio; poi dai 14 ai 21 la consapevolezza di poter legittimamente aspirare alla realizzazione dei desideri: io sono degno.
Dai 21 ai 28 anni si attraversa la fase più profonda dell’attrazione e dell’amore, non soltanto per il partner, dovrebbe esserlo soprattutto per se stessi, anche se questa è la cosa che vedo accadere più raramente, siamo comunque alla fase dell’ io amo.
Dai 28 ai 35 diamo sfogo a quel che abbiamo dentro per realizzare le cose nelle quali abbiamo deciso di investire i nostri talenti: io mi esprimo.
Dai 35 ai 42 prendiamo consapevolezza matura della vita , la fase in cui si fanno i conti con il passato per tracciare un bilancio, il sesto periodo o sesto chakra simboleggiato dal famoso terzo occhio: io vedo.
Ed eccomi qui oggi ad entrare nel settimo ciclo dei 7 anni, quello che in teoria mi porterà alla serenità  espressa dal chakra  situato in cima alla nostra testa e collegato direttamente al cielo, il cui verbo è: io mi affido.

Non che le precedenti fasi mi siano riuscite alla perfezione, i miei cicli di sette anni sono pieni di buchi e di errori madornali, ma chissenefrega. D’altra parte sono soltanto un uomo, tutto ciò che è in mio potere è soltanto cercare di fare del mio meglio
Dunque, in questa simpatica fase che mi porterà dai 42 ai 49 anni, il mio compito sarà quello di smetterla di preoccuparmi del domani, del lavoro, del destino dei figli, della salute, della morte e di ogni altra cosa di questa vita temporanea e buffa. Tutto ciò che dà gioia temporanea provoca purtroppo anche un disagio, dato che nel momento stesso in cui gioisci nel possesso di qualcosa ti si insinua automaticamente anche la paura un giorno di poterla perdere.

Quando passi i quaranta  ormai ne hai viste già parecchie: sai che finiscono gli amori eterni, sai che un terremoto o una alluvione possono azzerare tutto ciò che possiedi, sai che il tuo bel lavoro domani potrà non esserci più e che una situazione di benessere di solito non dura all’infinito; fortunatamente sai anche che una persona apparentemente distrutta può risorgere a nuova vita e che situazioni dolorose possono incredibilmente portare a nuova gioia. Hai visto vincere 4 a 3  chi perdeva per tre a zero alla fine del primo tempo.  La nostra vita temporanea procede in maniera quasi casuale ma preferiamo non pensarci, cerchiamo sempre l’illusione di averne in qualche modo il controllo. Il mio obiettivo per i prossimi sette anni è quello di superare ogni paura, in primis ovviamente quella della morte. Il senso che dò al mio nuovo comandamento “io mi affido” è: “non sbatterti troppo e non preoccuparti, tanto il Dio del tuo cuore e della tua comprensione ti condurrà al destino giusto per te, qualunque esso sia. Fidati.”

Non vedo altre strade per trovare la serenità.

(però intanto mi dò anche una grattatina ai maroni, non si sa mai, dato che ancora ho paura della morte, delle malattie e di ogni sfiga varia…non vorrei tirarmela da solo…:-)  )

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