Il vaso non trabocca, …esplode

Oggi è Pasqua. E’ora di pranzo. Mi trovo in un agriturismo sperduto tra le montagne dell’Abruzzo, gestito da persone anziane che possono fornirmi solo la camera ma non il vitto. In questo momento sono tutti a tavola , le famiglie sono riunite. Dovrei essere al pranzo pasquale con i miei figli, oppure dai miei genitori, invece sono qui solo in mezzo ai monti con il mio PC.
Devo avere qualcosa che non va.
Scrivo la mail.
“Ciao.
Non so nemmeno io che peso dare a quello che dico.
Nell’arco di 24 ore penso ad una cosa, poi al suo esatto contrario, poi ancora alla prima.
Allo stato attuale la mia definizione esatta di uomo è: “perduto”.
Il problema si complica ulteriormente perché NON VOGLIO ritrovarmi. Sarebbe terribile riprendere ad essere quello che sono sempre stato. “Quello”, pur avendo combinato qualcosa di buono, non mi piaceva: era povero di vita e di emozioni, era falso e corazzato, incapace di ascoltare il cuore.
Sto parlando al passato ma nella realtà sono ancora questo tutto sommato.
Sto cercando di diventare un’altra persona e di avere un altro approccio alla vita ed ai suoi valori.
Il problema dei rapporti con te lo affronterò quando avrò risolto i problemi con me stesso.
Nel frattempo non so cosa sia meglio fare.
Non sono in grado di elaborare con te strategie o di avventurarmi in discussioni filosofiche dove posso rispondere qualsiasi cosa e pensare il contrario dopo due ore.
Io in questo momento non esisto:
sono il tasto “PAUSE”,
sono il semaforo quando è giallo lampeggiante.
E’ inutile che continui a chiedermi se c’è verde oppure rosso.
Mi rendo conto che la situazione è terribile e questa incertezza del futuro logora da morire. Purtroppo non ho soluzioni.
Se riesco ad accedere al cuore (che a questo punto troverò ancora nuovo di zecca), sento che in qualche modo tutto si risolverà bene.
Valuta tu se e come aiutarmi. Valuta tu se in questi anni ho dimostrato di amarti oppure no.
Valuta tu tutto…
Io ora non esisto, non ci sono, neanche per me stesso.
Con tutto l’amore che posso.
(probabilmente un’inezia)
ciao”

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