Cadono le carte

È un venerdì sera dell’estate del 2017 nel quale non ho i bambini con me e che potrei quindi impegnare uscendo con qualche amico o amica, ma che invece sto trascorrendo a casa da solo, come scelgo sempre più spesso di fare.

Il caso non esiste

Riordinando gli oggetti che ho sul muretto che separa il soggiorno dalla cucina, urto inavvertitamente un mazzo di carte da briscola, conservato nella sua custodia blu  “Romagnole Plastificate” by Teodomiro Dal Negro.

La custodia ha il lato superiore rotto e così, pur afferrandola al volo prima della sua caduta a terra, alcune carte sfilano via dal mazzo e finiscono al suolo.

Non ho fatto quello che avrebbe fatto chiunque altro, ossia raccogliere semplicemente le carte cadute, per rimetterle con le compagne. Stasera, fortunatamente, sono “connesso” e così decido di esaminare quali carte sono fuoriuscite, con una attenzione prioritaria a quelle rivolte a faccia in su.

Le carte non cadono per caso. Se nella storia dell’uomo ci portiamo dietro da millenni l’abitudine al consulto dei simboli, a partire dalle rune, tranquilli che un motivo c’è.

Non è che ci credo, lo so per certo

Per chi è focalizzato sul mondo della materia è piuttosto difficile credere a questo tipo di segnali,  ma non certo per me, dato che negli anni le ho già viste più volte parlarmi chiaramente constatando, senza alcun dubbio, la incredibile rispondenza dei messaggi ricevuti.

A terra (guarda caso) ne sono finite dodici: come gli archetipi, come i segni zodiacali, come i mesi, come gli apostoli, come le fatiche di Ercole eccetera..

Tre sono rivolte a faccia in su e sono quelle che inevitabilmente fotografano questo istante.

Decido che girerò, a file di tre, anche le nove coperte, interpellando la prima fila sull’amore, la seconda sul lavoro, la terza sui figli. Consulto qualche sito web dedicato al significato delle carte napoletane per leggerne il significato.

Non mi sorprende più di tanto constatare che le file di carte fotografano in maniera cristallina e con minuzia di particolari ciò che mi è accaduto per ognuno di questi aspetti, negli ultimi tre giorni.

Questa sensazione per me è molto piacevole perché serve a ricordarmi che non sono mai “solo”, ma perennemente collegato a tutto ciò che esiste. (chiamatelo Dio o come vi pare)

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