Come digerire che un altro uomo viva con i miei figli (parte 2)

Dopo circa 8 mesi dalla mia uscita di casa questo ragazzo è andato ad abitare con mia moglie ed i miei figli. L’ho voluto conoscere e ci siamo trovati a prendere un caffè. Mi ha fatto una ottima impressione, dicendomi che non era in alcun modo intenzionato a sostituirsi alla mia figura e che anche per lui la situazione era molto difficile; ho percepito che fosse davvero innamorato di lei. Mi è sembrato sincero, così gli ho detto che, anche se la cosa per me era difficile da digerire capivo che lui era lì per fare del bene a mia moglie ed ai bambini. Gli ho solo detto che non sarebbe mai dovuto accadere che recasse loro dei danni, ad esempio : “Non succeda mai che causi  un incidente quando li trasporti in macchina e che non capiti mai che tocchi i piccoli anche solo con un dito”. (L’altrimenti ti ammazzo era superfluo). Sia lei che i bimbi nelle settimane seguenti mi raccontavano ottime cose di lui. Così un giorno, quando ci siamo trovati tutti insieme a far colazione al bar per scambiarci i piccoli,  l’ho abbracciato dicendogli :”Grazie per quello che fai per i miei figli”.

Con la presenza di quest’uomo effettivamente molte cose sono migliorate:

mia moglie mi ha perdonato ed è più serena e quindi di conseguenza anche i ragazzini. Ha ritrovato voglia di vivere e di ricostruire qualcosa. Ci vogliamo bene come fratelli. Sono felice che loro tre non dormano in casa da soli e che ci sia anche un uomo pronto ad aiutarli per ogni evenienza.

Anche io mi sono molto rasserenato, i miei sensi di colpa si sono affievoliti e mi hanno permesso di ricominciare un po’ a vivere. Ogni tanto pranziamo tutti insieme. E’ molto bello.

Ho avuto fortuna.

Scrivo queste cose perché spero possano essere un piccolo aiuto per quelle coppie che quando si lasciano si trattano a merda in faccia , a ricatti sui figli e ripicche di ogni genere, tutte cose che poi  si ripercuotono sempre sui bambini. Il messaggio è : quando una cosa finisce non esiste la colpa, la possiamo sempre dividere a metà oppure pensare che se è andata così si vede che questo era il destino.

Se si continua a pensare alla colpa non se ne esce mai. Fidatevi.

ciao.

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