Cosa provi quando pensi ai tuoi prossimi 10 anni di lavoro?

Forse volevate fare il concertista, ma è finita che vi siete ritrovati tutto il giorno a digitare numeri su un computer; o magari vi sarebbe piaciuto vivere a contatto con la terra e la natura ma vi ritrovate a fare l’avvocato perché così voleva papà.

A molti sarà successo, almeno una volta nella vita, di domandarsi come è possibile che ci si trovi a fare per 8, 10, 12 ore al giorno qualcosa che probabilmente non amiamo fino in fondo, nella quale non riusciamo a mettere tutto l’amore e la passione di cui invece saremmo capaci.

DENARO – Tra i vari motivi per cui questo può accadere, ci sono i soldi. Veniamo da generazioni del dopoguerra che, pensando di fare il nostro bene, si sono prodigate nel cercare di indirizzarci non tanto verso la nostra “passione”, ma piuttosto su qualcosa che potesse garantirci un futuro “sicuro”. Anche se di sicuro poi non c’è mai niente.

LEALTA’ FAMILIARE – Non parliamo poi di quelli che “ereditano” l’attività dei genitori: in questo caso pensare di schiodarsi è ancora più difficile. Serve coraggio per dire al proprio padre: “no grazie del tuo negozio, del tuo Studio o della tua azienda non mi importa, io nella mia vita voglio fare altro”.

SACRIFICIO – A molti è stato insegnato fin da bambini che il lavoro è “sacrificio”. Non pensate che sia questa un’ immagine orribile: il lavoro dovrebbe essere l’espressione delle più alte capacità di ogni uomo, e non una galera. Arriviamo da una generazione che in gran parte si è abituata a pensare che il lavoro ed il sacrificio debbano andare a braccetto.

Pensando quindi di essere “nel giusto” o comunque di fare “ciò che è meglio per noi” può succedere che

passiamo i migliori anni della nostra esistenza ad occuparci di cose che magari portano sì denaro, ma non la gioia di vivere felicemente il nostro lavoro.

Un giorno, mi sono posto queste domande:

– Posso rappresentare un’azienda, che ha comportamenti che ritengo scorretti?

– Posso lavorare per chi contribuisce alla diffusione di cose che non mi piacciono, quali ad esempio potrebbero essere l’inquinamento, le speculazioni finanziarie, la paura, le dipendenze, lo sfruttamento delle persone?

– Posso lavorare in un contesto dove viene premiato l’amico o il parente a discapito delle capacità o dei valori?

In definitiva:

posso dedicare la mia vita lavorativa a fare qualcosa che serve soltanto a farmi guadagnare soldi?

No. 

Questi pensieri mi hanno portato a Coltivare Bamboo

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