La programmazione

Ripensando dopo tanti anni al percorso affrontato durante il servizio militare, ho cominciato a capire come lo Stato riesce a trasformare un ragazzo in un soldato, ossia in un uomo che deve eseguire ordini senza fare domande.

Di riflesso mi sono accorto che lo stesso schema viene replicato sui normali cittadini, attraverso la politica, il controllo del denaro e i media.

Il bastone e la carota

Il sistema è sempre quello che usavano i contadini per far camminare gli asini: il bastone e la carota. Ti faccio soffrire, ti tengo in una situazione di paura, di tensione, di scarsità, in modo che appena ti offro una piccola concessione, mi identificherai come un tuo benefattore.

Il modo con il quale quell’ entità chiamata “Stato” mantiene il consenso sulla maggior parte dei cittadini, mi ha sempre un po’ ricordato la sindrome di Stoccolma, oppure il cane, che, seppure preso a calci dal padrone, gli lecca la mano con riconoscenza quando riceve un po’ il cibo.

Fin da piccolo

La programmazione comincia dalla famiglia, dalla scuola e dalla chiesa; il compito dei telegiornali, della TV e dei quotidiani finanziati dallo Stato è quello di contribuire a diffondere il clima di scarsità e di paura necessario. Un continuo elenco di sciagure, di morti e di disagi: queste informazioni condizionano la frequenza alla quale le nostre cellule vibrano.

Una tappa fondamentale per l’aumento della gioia di vivere è avvenuta da quando ho totalmente eliminato TG, Radio giornali e quotidiani.

La frase “Lo Stato siamo noi” che ci ripetono fin dalla nascita, e perfetta per mantenere il consenso, è basata esattamente sullo stesso schema psicologico di “La Coop sei tu”.

Il lavoro rende liberi?

Allo Stato servono lavoratori, gente che sia utile al sistema e che non rompa i coglioni, per questo l’art. 1 della Costituzione dice che “L’Italia è una Repubblica basata sul lavoro”. Tuttavia ciò che mi lascia perplesso è che la parola “lavoro” stava pure sui cartelli agli ingressi dei campi di concentramento. Siamo assolutamente certi funzioni esattamente così?

In lingua inglese esistono due parole per indicarlo: job è l’occupazione retribuita, work è la creazione di qualcosa attraverso il proprio talento. In italiano invece c’è una sola parola e se il concetto mentale di “lavoro” che ti è stato insegnato da piccolo è quello di “sacrificio in cambio di sopravvivenza”, pensandoci bene non è troppo diverso da quello di schiavitù: mi dai quasi tutto il tempo della tua vita in cambio del denaro con cui ti lascio fare il tuo percorso da consumatore. Di conseguenza più consumi e più avrai bisogno di lavorare, in questo caso il compito dei media è quello di indurre al consumo

I racconti di “La Programmazione” sono parte del progetto editoriale Dodici.

Su questo blog non troverai mai banner pubblicitari, se però questo articolo ti è piaciuto, ti ha trasmesso qualcosa o fatto sorridere condividilo sui tuoi Social preferiti per farlo leggere ai tuoi amici.