LA LUNGA PASSEGGIATA

 

Agosto 2012

Non so cosa mi spinge a farlo ma devo. Nell’agriturismo in cui vivo da circa otto mesi ho lasciato libero l’appartamento per trenta giorni (dal 6 agosto al 6 settembre) spostando le mie cose in alcuni scatoloni che giaceranno in un magazzino. Posso quindi dire di essere ufficialmente senza casa; riporterò la mia roba nell’appartamento al mio rientro. Sono anche senza automobile: ho venduto la mia dieci giorni fa e riconsegnerò quella a noleggio che sto utilizzando all’aeroporto di Bologna il giorno della partenza.

Niente casa e niente auto: finalmente libero.
L’idea è quella di camminare da Pamplona a Santiago di Compostela da solo, per 730 chilometri.  Ho due figli piccoli, con la loro madre non vivo più da tempo, ma i bimbi stanno molto spesso con me. Mi peserà non vederli per tutti questi giorni e so già che probabilmente qualche volta piangerò per questo.

Mi preoccupo del fatto che sarà difficile spiegare loro un’assenza così lunga, del resto è difficile spiegarla anche a me stesso. I ragazzini sanno che papà è un po’ matto e questo mi avvantaggia, ma è comunque dura argomentare a uno di 8 e a uno di 4 il bisogno di fare una cosa del genere: loro di crisi esistenziali da quarantenni non ne sanno ancora nulla.

Mi consolo pensando che da grandi capiranno sicuramente, quantomeno perché con un padre così qualche turba esistenziale verrà per forza pure a loro.

Non ho mai fatto nemmeno una camminata in montagna di tre chilometri, sono cose che ho sempre schifato. Credo tuttavia che scarpinando da solo per un mese capirò alcune cose, mi ricollegherò ad aspetti della vita che ho trascurato per troppi anni, conoscerò tante persone e da ognuna di queste arriverà un piccolo “qualcosa”. Avrei potuto fare qualsiasi altra vacanza: Cuba, Brasile, Stati Uniti, India…

Ci ho pensato, ma alla fine dei conti non me ne fregava nulla di fare il turista. Questa passeggiata è l’unica cosa che voglio fare.

Il perché lo scoprirò poi.

Il cammino di Santiago è una lunga seduta di psicoterapia dove reciti sia la parte del paziente che quella del terapeuta.

Quindi l’ ideale per un bipolare come me.

Davide Rosen

Il racconto de “La Lunga Passeggiata” è parte del progetto editoriale Dodici.

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