IL BUIO E L’ABBIGLIAMENTO

IL BUIO

Piuttosto che andare a comprarmi da vestire preferisco andare dal dentista. 

Odio vagare per i negozi, prendere roba, portarla in camerino, spogliarmi, rivestirmi, prova la taglia diversa, rispogliati, rivestiti, riprova questi altri pantaloni, mio Dio che tortura, forse è meglio la morte.

Non riesco ad interessarmi alla moda e non ho alcun gusto nel vestire. Il tema è per me un assoluto buco nero: sono rimasto al Barbour e alle Timberland, poi il vuoto assoluto.

L’ASSISTENZA

Infatti, in 12 degli ultimi 15 anni i vestiti me li hanno sempre comprati la moglie prima e la successiva compagna poi. 

Ogni tanto mi aprivano l’armadio e buttavano via quasi tutto scuotendo la testa con aria nauseata,  poi arrivavano a casa con buste di pantaloni, camicie, scatole di scarpe eccetera. 

A volte mi hanno accompagnato nei negozi a fare le prove nei camerini, un momento questo nel quale mi trasformo in Mr.Hyde sprizzando odio e disprezzo verso chiunque. 

Non riesco a controllarmi: portarmi in un negozio di abbigliamento è di solito un passaggio che rischia di compromettere per sempre la relazione. 

Negli anni, quelle poche volte nelle quali mi sono avventurato ad andare a comprare qualcosa da solo, al mio ritorno venivo sbeffeggiato e deriso dalla partner; la cosa più carina che mi dicevano era qualcosa del tipo: 

” Scusa, ma come ti è venuto in mente di comprare quella roba? “

MI BUTTO

L’altro giorno, probabilmente in piena crisi di identità, decido di comprarmi felpe e pantaloni tipo tuta per fare sport o per stare comodo quando non vado da clienti per lavoro.

Mi metto di impegno e vado in un grande negozio con l’intenzione di acquistare la roba “giusta” evitando di prendere a caso la prima cosa che vedo per evitare lo sbattimento.

Valuto e pondero. Provo diverse taglie, faccio avanti e indietro, tolgo e rimetto i jeans più volte evocando soltanto mentalmente Nostro Signore, domandandogli educatamente per quale motivo io stia utilizzando parte del tempo che mi rimane da vivere in un camerino dell’ Estesport.

LA SCELTA

Alla fine decido per due felpe tecniche da montagna più due paia di pantaloni tuta di un’altra marca.  Esco dal negozio con una certa soddisfazione pensando: “stavolta ce l’ho fatta!”

Alla sera, a casa, brindo da solo per smaltire lo stress.

L’EPILOGO

Il mattino dopo, “spiano” il nuovo abbigliamento per portare i figli a scuola, tutto soddisfatto. 

Come tutte le mattine incrocio la ex moglie per lo scambio degli zaini, a volte per prendere un caffè. 

Mi presento tronfio e splendente come fossi Brad Pitt sulla passerella di Cannes. 

Appena mi avvicino lei mi squadra dicendomi:

 “Perché ti sei vestito da benzinaio?”

…….

Da lì in poi non ricordo più nulla.  Solo il buio….

Spuriavida – il libro –

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.