La fortuna di impazzire

Capitolo 1 di 101

Dodici anni fa ho cominciato a sbroccare forte, o potrei anche dire: a mettere in totale discussione tutta la mia vita. Una psicologa disse che il mio problema era il bipolarismo, io le risposi che invece come sistema parlamentare non mi dispiaceva affatto.

La dottoressa mi fece notare che non stavamo disquisendo di politica, ma dei miei disturbi della personalità, al che io risposi: “Ma io non ho mica parlato, deve essere stato quell’altro”.

Era simpatica la dottoressa, forse avrei continuato a frequentarla volentieri, magari sotto ipnosi (ipnosi di lei intendo), ma mi disse di non andarci più perché per me non poteva far nulla.“Per lei ci vuole uno psichiatra con i contro-cazzi” disse, non credo usò esattamente questo termine, forse era “contro- coglioni”, ora non ricordo.Prima di farmi accomodare fuori dal suo studio si fece anche tre volte il segno della croce mormorando qualcosa in latino.O in ladino? …Vabbè, non importa.

Parlare da soli

Preso atto della mia bipolarità, ho capito perché per me non ci fosse nulla di strano nel guardarmi allo specchio e parlare da solo.Così ho pensato che, già che c’ero, fosse meglio farlo per iscritto, perlomeno per ricordarmi di ciò che mi dico dato che, oltre ai succitato disturbo della personalità, ho anche una pessima memoria a breve termine.

Scrivere mi serve a comprendere, ad accettare, ad esorcizzare, ad evacuare le scorie creando nuovo spazio disponibile. Insomma, un sistema per fare ordine mentale che per giunta appaga anche il mio ego narcisista che si bea al pensiero che qualcuno, leggendo, possa poi gratificarmi con un feedback positivo. Sapete com’è, noi narcisisti bipolari abbiamo un gran bisogno di queste cose, dato che un giorno ci sentiamo Dio e il giorno dopo ci riteniamo essere cacca. Abbiamo brama di quegli apprezzamenti necessari a contrastare quella vocetta interiore che continuamente ci sussurra che non saremo mai degni di essere amati perché non siamo “abbastanza”.

Il cammino

L’idea di partenza per questo libro è il mio diario del cammino di Santiago del 2012, inserito in un contesto di racconti e di ricordi legati sia alla vita passata che ad un percorso di auto-esplorazione iniziato nel 2007 e tuttora in corso, che presumo non finirà mai.

Questa ricerca di nuova consapevolezza passa per l’ Ordine della Rosa Croce, il taoismo, il reiki, le costellazioni familiari, la fisica quantistica, le cerimonie sciamaniche, la cabala, la psicologia, i tarocchi e altre piccole divagazioni sul tema.Ho sempre avuto una grande passione per quella cosa che possiamo chiamare esoterismo, metafisica, piuttosto che spiritualità o “mondo invisibile”. Per contro però, per anni ho trascorso il mio tempo in compagnia di persone totalmente immerse nella materia, con le quali, se provi a trattare certi temi, ti guardano aggrottando le sopracciglia e ti dicono che sei “strano”. Ogni tanto mi sfogo giusto con i testimoni di Geova, quando vengono a suonare alla porta: li faccio accomodare e gli racconto la mia visione di Dio che esula dal concetto di religione, manifesto educatamente le mie perplessità sui lorodogmi e gli attacco un super-pippone sulla cabala o sul taoismo finché loro, ad un certo punto, dicono: “Vabbè si è fatto tardi, dobbiamo andare”.“Tornate quando volete, per me è un piacere parlare di queste cose “, ma invece non vengono più. Peccato.

Tante cose

Uno dei tipici marker del disturbo bipolare è la tendenza al cominciare tante cose senza mai concluderne una; la mente corre troppo veloce, si annoia in fretta e c’è una continua necessità di una nuova ricerca. Sono uno di quelli che non ritiene la coerenza un valore assoluto, l’associo al concetto di “rigidità”. Preferisco accorgermi degli errori e cambiare idea spesso, adattandomi a tutte le nuove informazioni che arrivano, come fossi acqua. L’incostanza e la volubilità sono due prerogative che di solito si valutano con un’accezione negativa ma, come in ogni cosa, se ti soffermi a valutare con calma senza pregiudizio, scopri anche un lato positivo.

E’ stato infatti da queste frequenti pulsioni di cambiamento che ho ricevuto gli stimoli per scegliere esplorare così tante strade diverse. Il risultato è stato che, anziché diventare uno “specialista” su qualcosa in particolare, sono un discreto conoscitore di parecchie strade e, ora che ci penso, mi piace di più così. L’aver intrapreso vari percorsi mi ha permesso di capire che, anche se gli uomini delle diverse tradizioni, hanno assegnato tanti nomi differenti, la meta è una sola per tutti, il segreto per vivere felicemente è uno solo, il concetto di Dio è sempre quello. E questa roba, in realtà, non ha un nome.

La ricerca spirituale è una cosa seria?

Questi percorsi di ricerca spirituale di solito sono carichi di energie “pesanti”, scavano fuori traumi infantili, abusi, parenti morti e altre cosette del genere, quindi ho pensato di alleggerire il clima di questi racconti con qualcosa di divertente, sennò va a finire che chi legge il libro si deprime, invece io vorrei che ridesse.In questi dodici anni passati ad esplorare queste cose, nel frattempo ho chiuso un matrimonio, sono stato senza casa abitando in giro per agriturismi per 3 anni, ho cresciuto due figli che al momento della separazione avevano 6 e 2 anni e che ho voluto con me per il 50% del tempo; ho abbandonato un settore nel quale ho lavorato per 22 anni per ricominciare da una cosa nuova e sconosciuta, sono stato in una missione africana, sono stato vegetariano, poi vegano, poi sono tornato carnivoro, mi sono iscritto all’Università ho dato due esami e poi ho smesso, sono stato per due anni attivista del Movimento 5 Stelle e poi ho lasciato perdere anche quello, ho pubblicato due libri.

Ecco, adesso che ho sfogato un po’ magari guarisco…Dal bipolarismo intendo, sul narcisismo e sulla schizofrenia invece, come vedete, devo ancora cominciare a lavorarci.

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