Non tutti i padri sbronzi vengono per nuocere

I racconti relativi ai padri sbronzi sono sempre tristi e disgustosi. Abbiamo sentito centinaia di racconti di raccapriccianti: botte e soprusi, violenze e depravazioni di ogni genere. I bambini non devono assolutamente stare a contatto con gli ubriachi: sono spesso deleteri, volgari, sconci e maldestri.
Sposo in maniera assoluta questo modo di vedere le cose, con un’unica eccezione: me stesso.
Usare la parola “sbronzo” forse nel mio caso è eccessivo, dal momento che quando ho in bimbi con me sto molto attento a non esagerare; potrebbe sempre capitare un imprevisto, una emergenza…che ne so: se un bimbo sta male ed da portare al pronto soccorso; devo essere abbastanza lucido da poterlo fare senza incertezze.

Sono conscio di detenere  tutta la responsabilità del loro benessere quando sono con me. Sono le persone più importanti della mia vita e nei loro confronti devo sbagliare il meno possibile: di questo me ne rendo perfettamente conto.
Sta di fatto che tendenzialmente come padre sono un po’rompicoglioni, della serie: non fare questo, state attenti, così non si fa, eccetera…
Parecchie regole, forse quella eccessiva rigidità tramandata da generazioni di persone “perbene” sempre molto attente ad adeguarsi ai conformismi ed alle regole più o meno sensate del vivere civile.
Quando sono a casa con loro qualche volta mi bevo due bicchieri di vino o una grappetta dopo cena: sono le sere in cui torno  anche io bambino ed entro in una magnifica simbiosi con il loro modo di essere.
I miei due figli hanno 8 e 4 anni : a loro le regole non stanno tanto simpatiche, preferiscono di gran lunga il “cazzeggio”.
Ecco che in quelle sere il padre ombroso e “tuttodiunpezzo” scende a più miti consigli, permettendo loro di salire in piedi sul tavolo per lanciarsi sul divano senza dire “no è pericoloso”. Sono le sere nelle quali mi metto a fare la lotta lasciandomi  sopraffare prendendomi qualche calcio nello stomaco e qualche cazzotto in faccia;  le sere nelle quali li prendo in braccio per ballare “La Canzone Intelligente” di Cochi e Renato per poi  scaraventarli sul letto nel finale; sono le sere in cui anzichè raccontare la solita storia, letta in un libro o in un fumetto,  prendo lo spunto per raccontare stupidaggini assurde che a loro fanno venire il mal di pancia a forza di ridere.
Credo sia brutto dirlo, ma quando con un po’ di alcol lascio andare i miei freni inibitori, li faccio divertire come non mai ed in quei momenti credo di essere il miglior padre del mondo.
Tutto sommato che puó aspettarsi di meglio un figlio da un padre se non una figura che ti possa far ridere e gioire della vita, ovviamente senza mai perdere di vista il rispetto per le altre persone.
Stasera é andata così e ne sono felice. L’ultimo pensiero, prima farli addormentare grattandogli la schiena nel lettone, è stato per ricordare la loro bisnonna che ieri è venuta a mancare ma che, ho tenuto a precisare, sarà sempre presente e comunicherà con loro nei sogni o comunque ogni volta che vorranno ascoltare…
Quello che della nonna non c’è più è solo il corpo, ma sappiamo che quella è la parte meno importante.
Si sono addormentati sorridenti.
Nulla mi rende più felice.
Per il resto…saró sempre un padre che ha lasciato la casa dove viveva con la mamma.

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