Prima volta a messa

Da più di 30 anni non avvertivo nulla di “magico” nel Natale, ma ieri sera é accaduto qualcosa. Dopo aver cenato da un amico, verso le 23 torno a casa. Abito da alcuni anni in un paesino di circa 400 abitanti, poco fuori città, in una casa confinante con una chiesa chiusa con il terremoto del 2012. Mi trovo il parcheggio pieno di auto per la messa di Natale: dopo quattro anni la chiesa riapre stasera.

Ho sempre ignorato il cristianesimo, vivendo la mia spiritualità su strade diverse, tuttavia mi fa effetto il trovarmela così illuminata ed affollata, e proprio qui, nel cortile di casa mia. L’ultima cosa che avrei pensato mai potesse accadere ieri sera, era la mia partecipazione ad una messa di Natale .

Per un attimo lascio perdere il giudizio negativo che ho sempre avuto per l’istituzione ecclesiastica e penso soltanto al fatto che mi avrebbe fatto piacere dare una stretta di mano alle persone che abitano nel mio stesso paesino e con le quali, tranne alcune eccezioni, non ho mai avuto un rapporto molto confidenziale . Decido di entrare senza pregiudizio, la messa è già iniziata .

Varcando la soglia resto impressionato: ci sarà quasi tutto il paese. In quel momento comprendo che si tratta di una occasione molto particolare, dato che per questa piccola comunità la chiesa ha sempre rappresentato un punto di aggregazione importante ed averla avuta chiusa per quattro anni, a diverse persone deve aver pesato parecchio.

Uno dice: nel frattempo saranno andati in quelle dei paesi vicini! Ma non è la stessa cosa, non è la la Loro chiesa.

Scorgo subito alcune facce amiche e mi metto accanto a loro, in piedi, oltre l’ultima fila. Écome se fosse la prima messa della mia vita perché per la prima volta decido di prestare attenzione a  quel che dice il sacerdote. Dopo la cresima della quinta elementare non sono mai più andato volontariamente a messa; nel corso degli anni ogni tanto vi sono entrato per un matrimonio, un funerale o un battesimo, ma senza mai ascoltare una parola e senza mai cogliere alcunché di sacro.

Questa volta sono dentro con l’idea di percepire l’energia del posto e di quello che vi accade, voglio ascoltare le sensazioni che provo nel trovarmi in questo contesto.

Mi impongo di non pensare al fatto che il clero nei secoli abbia predicato i nobilissimi messaggi del Vangelo sterminando milioni di persone tra crociate e santa inquisizione, e mi concentro solo sulle persone, sul fatto che comunque sia bello che un paese intero si riunisca.

Incrocio lo sguardo con qualcuno e colgo lo “scambiatevi un segno di pace ” per dare volentieri a tutti la stretta di mano che avevo in mente.

Il senso di appartenenza é uno dei bisogni primari dell’uomo e la socializzazione ne dovrebbe essere la sua conseguenza, anche se spesso viene invece frenata dalle paure e dai pregiudizi.

Non mi sento affatto cattolico ma mi ha fatto piacere trovarmi nella chiesa del mio paese nel giorno della sua riapertura.

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