Storia di Positano raccontata da un ristoratore settantenne

positano 2Non c’ero mai stato. Devo riconoscere che questo comune di quattromila abitanti ,che in piena estate arriva ad ospitare sessantamila persone , ha qualcosa di magico che da subito mi ha inspiegabilmente affascinato. Il paese sul mare arroccato sulle montagne, le vecchie case dei pescatori colorate ed in stile arabo, i profumi, il panorama, tutto quanto è assolutamente strepitoso, d’accordo ma…sento che c’è dell’altro.

Fermandomi a mangiare un babà ed a bere un limoncello in uno dei locali storici ho cominciato a chiacchierare con il proprietario, invitandolo ad accomodarsi al tavolo al quale ero seduto.

Si tratta di un signore sui settant’anni nato e cresciuto a Positano che adesso vive sei mesi all’anno in Thailandia, per la precisione a Phuket, notoriamente centro di raccolta di maniaci sessuali. Deduco quindi che il nonnetto deve essere un bel pervertito…

Attacca discorso affermando di avercela a morte con gli smartphone ed i tablet ritenendoli la rovina del mondo e la fine di ogni rapporto tra esseri umani;  racconta di vedere nel suo locale coppie in viaggio di nozze che passano l’intero pomeriggio al tavolino ognuno a trastullarsi con il proprio tablet, per giorni e giorni. – Gli vorrei domandare che diavolo sono venuti a fare a Positano – dice, – per stare tutto il giorno al tablet non potevate rimanere a casa vostra ? Quelli, tempo un anno, ci scopano anche con il tablet – aggiunge infine sarcastico.

Dopo averlo lasciato sfogare capisco che questa è per me l’occasione per farmi raccontare la storia di Positano da chi la vive in prima persona da tre quarti di secolo e ricevere da lui le informazioni che Wikipedia non mi potrà mai dare, così gli dò il via e il nonnetto comincia a raccontare.

All’inizio del secolo scorso Positano era un paese di soli pescatori, chi voleva fare dell’altro emigrava negli Stati Uniti o per lo più in Argentina. A seguito della prima guerra mondiale e della rivoluzione russa del 1917 per un fatto casuale il paese campano divenne il rifugio di una serie di artisti scappati dalla grande madre Russia. Si trattava di poeti, pittori e soprattutto danzatori, quali ad esempio Leonid Fedorovič Mjasin che acquista l’isoletta di Li Galli, di fronte a Positano con l’intenzione di creare una scuola d’arte.

I primi artisti russi passano la voce agli altri e in breve tempo Positano diventa quindi  polo di attrazione culturale e centro di ritrovo per l’ambiente omosessuale e bohémien legato all’arte. Il nonnetto racconta che Positano alla fine degli anni quaranta era uno dei pochi posti al mondo dove due uomini potevano girare mano nella mano senza che nessuno vi badasse. Negli anni vi comprano casa gli artisti gay più famosi al mondo quali l’attore americano Rock Hudson (il primo caso clamoroso di morte per AIDS nello star system), il regista Franco Zeffirelli, il danzatore russo Rudolf Nureyev che acquista l’isoletta dal collega Mjasin e vi si stabilisce. Arrivano poi le ville di star come Liz Taylor e Sofia Loren.

Attorno a questi personaggi circolano tanti soldi, feste, droga ed impera la promiscuità sessuale. Negli anni 60 Positano si consacra ritrovo per Hippies e si alzano i prezzi per tenere lontano i barboni creando un clima di esclusività. Si completa così la nomea di paese “sesso droga e rock’n’roll” per ricchi, un “format” che tanto affascina il mondo in quegli anni di rivoluzione culturale.

Ora mi spiego cos’è quella strana sensazione che provi quando arrivi per la prima volta a Positano. Si sente che c’è qualcosa di speciale in questo paese.

 

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